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Una volta nella mia città c'era un'abitudine:
chi andava al bar per gustarsi "na'tazzulella e' cafè", ne pagava due
e alla cassa diceva:
"Un caffè ed un sospeso!". Il "sospeso" era per chi non poteva spendere.
Dopo un po' c'era sempre qualcuno meno fortunato nella vita
che passava e chiedeva: "C'è un sospeso per me?"...
C'era sempre un sospeso per lui e, se non c'era,
ci pensava il proprietario del bar...ma non glielo faceva capire.
Quando si dice: "tutto il mondo è paese" è compreso anche il Paradiso.
Davanti al mio sportello d'informazioni, quando si presenta uno
con la faccia triste e mi chiede:
"C'è niente per me?", a me si stringe il cuore, perché so la verità:
quelli sono i dimenticati che aspettano una preghiera, un pensiero,
e chiedono, chiedono sempre.
E allora ho avuto un'idea.
Ho preso il coraggio a due mani e sono andato dai Santi,
che di preghiere ne ricevono tante.
Ho parlato con quelli che ho più confidenza, e loro sono stati buoni,
non si sono fatti pregare.
Hanno detto di sì: anche loro lasceranno un sospeso.
Ora, quando si presenta il solito postulante di turno e mi chiede:
"C'è niente per me?",
io dall'archivio torno a mani piene:
"Sì, ci sono tre Ave Maria e quattro Padrenostro!".
"Sì, ci sono sei eterno riposo e otto pensieri!".
Poi, mentre si allontana tutto emozionato, io mi sento migliore,
anche se ho detto una piccola bugia con la protezione dei santi.
In questa e nell'altra vita ci dovrebbe essere sempre un "sospeso"
per chi non ha la fortuna d'essere fortunato.
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dal libro "Andiamo tutti in Paradiso"di
Pino De Lucia
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