
San Francesco me l'aveva detto: "Tutte le creature di Dio vanno
in Paradiso"
e infatti qui ho incontrato Gennarino: il mio cane.
Ero tanto felice di rivederlo, ma anche tanto emozionato,
perché per la prima volta capivo quello che mi diceva;
lui invece mi aveva sempre capito, anche quando non parlavo.
Sulla Terra ci siamo voluti bene, Gennarino ed io, ma lui me ne voleva
di più,
e chi lo sa se me lo meritavo.
Gli ultimi tempi mi seguiva passo, passo, sotto il peso della sua vecchiaia,
e tutti e due facevamo finta di non accorgerci che il tempo passava
e che un giorno avremmo dovuto separarci.
Poi una sera Gennarino se n'era andato dolcemente, leccandomi la mano
con tenerezza, come se avesse voluto scusarsi,
e si era portato via con lui il calore e la gioia di un'amicizia
che non avrei ritrovato mai più.
Tutto quello che mi aveva lasciato era: una ciotola vuota e tanti ricordi.
Finalmente io e lui abbiamo parlato come due vecchi amici
che hanno diviso tante esperienze insieme e che si ritrovano dopo tanto
tempo.
Poi lui a un certo punto, con l'aria seria seria mi ha detto:
"Ora devo andare, Peppì..."
e io ho sentito tanta tristezza.
Avrei voluto avere Gennarino vicino a me, per sempre.
Ma in fondo è giusto.
In Paradiso non esistono padroni.
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dal libro "Andiamo tutti in Paradiso"di
Pino De Lucia