Quando Annamaria arrivò in Paradiso, sapevamo già tutto di lei
e perché era tanto in ritardo.
Il suo Michele, senza di lei, era come un bambino sperduto,
e poi da solo
non sapeva nemmeno stirarsi una camicia,
attaccarsi un bottone.
Annamaria aveva lottato fino all'ultimo per non lasciarlo solo;
aveva strappato ancora un ultimo anno alla sua malattia,
ma l'ultimo mese non aveva più saputo nascondere il dolore, la stanchezza,
e poi non era giusto che ogni notte
lui piangesse di nascosto vicino al suo letto
mentre lei fingeva di dormire.
E allora si era lasciata andare.
Una notte si era assopita per sempre,
mentre stringeva la mano del suo amore, per l'ultima volta,
con quel poco di forza che le rimaneva.
E Michele?..
Da un po' di tempo, i vicini di casa si chiedono
come mai il povero Michele è tanto cambiato.
Quando è in casa da solo, lo sentono parlare con qualcuno:
specie la notte.
Ma la cosa più strana, è come se rispondesse a qualcuno.
Spesso si sente anche ridere.
I vicini dicono, che il povero Michele non ci sta più con la testa.
Però, quando vanno a fargli visita, sono tutti d'accordo
che in quella casa c'è la stessa serenità
di quando c'era anche "lei".
Come se Annamaria fosse tornata indietro, per il suo Michele.

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dal libro "Andiamo tutti in Paradiso"di Pino De Lucia